But I can't help falling in love with rock & roll
I can't help falling in love with rock & roll
So I'm walking through fire
Living my life on the wire
(Walking Through Fire – THE DARKNESS 2025)
Come si evince dalle molteplici recensioni effettuate in questi quasi 8 anni di permanenza del mio sito, posso certificare con assoluta certezza di possedere un’anima Rock. Ma che cos’è e cosa rappresenta il Rock? Solo uno stile musicale? Non direi. Quello che fu creato dalle ceneri post belliche della seconda guerra mondiale può essere definito come un nuovo stile di vita bramato dai giovani, in una sorta di protesta e di ribellione contro le costrizioni sociali e una certa classe dirigente di “benpensanti” di quell’epoca.
In buona sostanza nacque, crebbe e si sviluppò come uno sfogo ed un anelito di libertà contro le convenzioni sociali ed un “falso” pudore di una società a tratti bigotta e decisamente conservatrice. Una società che inizialmente percepì questa sorta di movimento musicale, che si allargava a macchia d’olio negli altri ambiti, come una vera e propria minaccia, andando a ricercare nei testi delle canzoni espliciti allusioni ad una sessualità più libera, ma per altri versi anche più consapevole. D’altra parte il termine stesso “rocking and rolling” era un termine convenzionale per indicare un rapporto sessuale.
Questo nuovo senso di libertà dilagava tra i giovani che ambivano a divertirsi in modo sfrenato e questa sensazione intimista si sviluppò anche nel modo di vestirsi, dove tra gli uomini dilagavano jeans, giubbotti di pelle e gel a profusione (vds il ciuffo alla Elvis), mentre le donne indossavano gonne e tacchi alti (andate a rivedervi Grease).
Il pioniere, a livello musicale, è stato sicuramente Chuck Berry, decisamente il primo compositore del Rock’n Roll, eclettico chitarrista dalla vita esagerata, fatta di musica, ma anche di eccessi, di cadute e di rinascite. Una leggenda mondiale che ha saputo, per almeno un trentennio, influenzare le generazioni succedutesi dopo di lui, vera pietra miliare sul quale rimarranno scolpiti i comandamenti del Rock. Chi non conosce la celeberrima “Johnny B. Goode”?
Andate su you tube e guardatevi l’esibizione live del 1958, anno della sua pubblicazione e capirete cosa sia il Rock!
Esilarante, ma anche denso di significato il siparietto nel film “Back to the future” (Ritorno al futuro) quando alla festa liceale, Marty Mcfly (Michael J. Fox), si esibisce alla chitarra elettrica trasformando un iniziale Johnny B. Goode in un assolo premonitore di quello che sarebbe stato negli anni lo sviluppo sonoro del Rock, con l’avvento dell’Hard Rock, dell’Heavy metal e di altre correnti musicali ed il protagonista, ad una platea sconcertata, dirà una frase rimasta negli annali del cinema: “ Forse non siete ancora pronti per questo….ai vostri figli piacerà…”
Innumerevoli sono le canzoni in cui nel titolo compare “Rock’n’Roll”; voglio citarne 3 per me emblematiche:
La prima è: "We Will Rock You" , celeberrima canzone intro dei Queen pubblicata nel 1977 con il preciso significato di poter cambiare il mondo e di sentire di poterlo fare fin da giovani;
La seconda è: “I love Rock’n’Roll” di Joan Jett & The Blackhearts, pubblicata nel 1981, che, grazie all’energia della sua cantante è diventato un inno alle girls-power e all’emancipazione femminile;
il terzo è: “For those about to Rock (we salute you), sempre del 1981 della band australiana degli ACDC, traccia dell’omonimo album in cui compare un cannone, simbolo di qualcosa di forte, di maschile, di Rock, al punto che per dare la carica, alla fine del testo si odono potenti spari di cannone.
Questi solo alcuni esempi e potrei citarne altri e l’ultimo in ordine di apparizione è il singolo che fa da prologo all’imminente uscita del 28 marzo (la sto aspettando con trepidazione) dell’ottavo album dei “The Darkness”. I versi citati all’inizio della recensione e che qui sotto traduco, si commentano da soli…
Ma non posso fare a meno di innamorarmi del rock & roll
Non posso fare a meno di innamorarmi del rock & roll
Quindi cammino nel fuoco
Vivo la mia vita sul filo….
Questa settimana, scendendo in cantina, sono stato scelto da un vino che ha un’anima da rocker, come il suo produttore, un vero e proprio rock-winer!
Lui è Rèmi Desmaris, reggente del Domaine Aimè Blouzard dal 2016 ed il vino che ho degustato è il suo Chardonnay MACON PERONNE annata 2022 di 12,5° vol.
Discendente di terza generazione di vignerons, Rèmi è animato da una filosofia ambientalista che l’ha spinto sin da subito a una viticoltura orientata esclusivamente al biologico, Così come il Rock è pietra angolare di tutta la musica contemporanea, allo stesso modo lo è la sua ricerca della sostenibilità e della salvaguardia della biodiversità all’interno dei suoi 9,5 ettari vitati a Chardonnay, Pinot Noir e Gamay. Tre vitigni degnamente rappresentati da un produttore che cerca di valorizzare il territorio del Maconnais (sud Borgogna), ma soprattutto di impegnarsi con il proprio team ad una viticoltura non interventista e rispettosa dell’ambiente, cercando di ridurre al minimo l’opera dell’uomo assecondando i cicli naturali ed il terroir a disposizione.
Il nome del domaine è quello del nonno, che Rèmi ha voluto onorare.
Questo Mâcon è composto da uve provenienti da tre appezzamenti, uno piantato negli anni '90 e gli altri due sono i vigneti più vecchi della tenuta, risalenti al 1935, una sorta di trade-union tra il passato ed il presente come lo è quel filo sottile che unisce Chuck Berry ai rocker contemporanei. Il terreno è essenzialmente composto da selce. Le uve, dopo la pressatura, vengono vinificate e invecchiate sui lieviti in botti di rovere per un anno e non viene effettuata alcuna filtrazione prima dell'imbottigliamento.
Ma veniamo come sempre alle note di degustazione.
Stappato mezz’ora circa prima di essere servito, si presenta con un bel colore dorato limpido e brillante su tutta la superficie.
Al naso iniziali sentori di pietra focaia e polvere da sparo lasciano immediatamente spazio a sensazioni agrumate di limone maturo, di bergamotto e floreali di glicine e biancospino. Rimesso il naso nel bicchiere si viene accarezzati da una brezza iodata e salmastra.
In bocca è freschissimo, con un’acidità debordante, è morbido ed è dotato di una beva goduriosa e rockeggiante ed è caratterizzato da una intrigante sferzata salina che invoglia a continuare a versarlo nel bicchiere. Lunga persistenza e chiusura con un retrogusto leggermente amaricante di amande grillèe. Da servire ad una temperatura non inferiore agli 11° gradi, l’ho degustato abbinandolo a del salmone selvaggio ed è stata la morte sua. Un buonissimo chardonnay, che trovate a 25 euro c.ca e che sono sicuro nel tempo diventerà un evergreen immortale come lo è il caro, sano e vecchio Rock’n Roll!!
Alla prossima……